Le prime civiltà
Mesopotamia, Egitto e Grecia arcaica furono culle della scrittura e della letteratura. In queste aree nacquero i primi racconti epici e testi sapienziali.
Nasce la Scrittura
Contesto storico-culturale
Per comprendere una corrente letteraria bisogna osservare l'insieme di valori, temi e innovazioni condivisi in un periodo storico. Riconoscere lo stile di uno scrittore significa analizzare le sue scelte linguistiche, retoriche e formali.
La letteratura delle origini nasce in una società interamente basata sulla trasmissione orale dei saperi e delle narrazioni, molto prima dell'invenzione della scrittura. La dimensione fondamentale di questo primo periodo è quindi l’oralità: racconti, miti e poemi venivano creati e trasmessi esclusivamente attraverso la parola e la memoria collettiva. Questa oralità implica una continua rielaborazione e adattamento delle storie da parte dei narratori o aedi, che le recitavano spesso con accompagnamento musicale, e da parte dell'intero pubblico. Tale modalità conferisce a questi testi una natura fluida, mai fissa o definitiva. Al centro della letteratura orale vi sono il mito e l’epica, due forme narrative collegate ma distinte. Il mito rappresenta un racconto sacro ed esemplare, che risponde ai grandi interrogativi dell’umanità: l’origine del mondo, degli dei, dell’uomo e dei fenomeni naturali. Questi racconti mitici portano con sé valori, modelli di comportamento e un’immagine del cosmo condivisa dalla comunità, fondando la sua identità e la sua visione del mondo. L’epica nasce come evoluzione del mito in un racconto più articolato e celebrativo, che trasforma le gesta degli eroi in veri e propri poemi. Il termine deriva dal greco "épos", che indicava le storie cantate dai poeti con accompagnamento musicale. L’epica si concentra sulle imprese leggendarie e straordinarie, spesso di guerrieri e divinità, in un passato mitologico o storico. I temi principali sono la guerra, il viaggio e la ricerca della gloria. I poemi epici hanno la funzione di esaltare le radici culturali e i valori di un popolo, consolidandone l’identità attraverso la trasmissione delle imprese eroiche e delle virtù come il coraggio, la fedeltà, e l’onore. Dal punto di vista stilistico e formale, i testi epici sono caratterizzati dalla formularità, ovvero la presenza di epiteti (aggettivi fissi che accompagnano i nomi, come "Achille piè veloce"), similitudini estese e formule fisse ripetute. Questi elementi facilitano la memorizzazione e la recitazione nell’ambito di una cultura orale. Il linguaggio è solenne e spesso scandito da ripetizioni, che conferiscono un ritmo e una musicalità particolari ai versi. Opere emblematiche di questo periodo sono i poemi epici greci attribuiti a Omero, come l’Iliade e l'Odissea, che pur raccontando vicende mitologiche e eroiche, riflettono temi universali come il destino umano, l’intervento divino e il contrasto tra male e gloria. Queste opere rappresentano anche un ponte tra oralità e scrittura, perché sebbene nate nella tradizione orale, giunsero a noi in forma scritta, garantendo la loro conservazione nella storia.
In sintesi, la letteratura degli inizi, basata su mito, oralità ed epica, è un patrimonio culturale collettivo che fonda la memoria di una comunità, trasmette ideali e valori identitari e innalza le gesta degli eroi per ispirare senso di appartenenza e continuità storica.
La lingua della letteratura
🛕 Mesopotamia
Lingue principali: Sumerico e Accadico (inclusi Assiro e Babilonese).
I primi testi letterari furono composti in sumerico, una lingua agglutinante non collegata a nessun’altra lingua conosciuta, usata dai sacerdoti e dagli scribi delle prime città-stato (Uruk, Ur, Lagash). Più tardi, l’accadico, una lingua semitica, divenne dominante e fu la lingua della versione standard del Poema di Gilgamesh.
La scrittura utilizzata era la cuneiforme, incisa su tavolette d’argilla, inizialmente pittografica e poi sempre più stilizzata.
- šamaš ina šamê illiku
- nūru šaplû ana amēlūti
- libbiya iptēšu kīma nūri
- "Il Sole cammina nei cieli,
- una luce discende verso gli uomini,
- e il mio cuore si apre come alla luce."
il sole (Šamaš) come portatore di giustizia e chiarezza,
la luce come metafora della rivelazione e della pace interiore.
🗿 Antico Egitto
Lingua principale: Egiziano antico (nelle sue varie fasi: antico, medio, tardo).
La letteratura religiosa e funeraria, come il Libro dei Morti, era scritta in egiziano medio, una forma letteraria standardizzata e altamente formale, considerata classica per tutta la storia egiziana.
Le scritture utilizzate erano tre: geroglifici (forma sacra e monumentale), ieratico (corsivo sacerdotale) e demotico (più tardo e popolare).
Letteratura Egiziana
La letteratura dell’Antico Egitto ci ha lasciato testi poetici straordinari, che uniscono riflessione, lirica e spiritualità.
Un genere molto diffuso erano gli Inni al Nilo, che celebravano il fiume come fonte di vita, o le canzoni d’amore,
sorprendenti per la loro modernità.
Questo inno mostra come la poesia egizia unisse religione e natura:
il Nilo non era solo un fiume, ma una divinità benevola, garante della fertilità e della continuità della vita.
Le poesie amorose egizie (Nuovo Regno, ca. 1300–1100 a.C.)
sono tra i testi più sorprendenti della letteratura antica:
intime, sensuali, fresche. Sembrano scritte ieri.
Ecco un brano poetico significativo (in traduzione italiana moderna, 7 versi),
tratto da un papiro del Nuovo Regno:
Queste poesie erano cantate o recitate nei giardini e alle feste.
L’amore vi appare fisico e spirituale, gioioso, senza tabù:
l’Egitto vedeva l’unione amorosa come parte armoniosa della vita.
Poesie amorose egizie (Nuovo Regno, ca. 1300–1100 a.C.),
in traduzione italiana moderna.
Sono testi brevi, immediati, pensati per essere recitati o cantati:
1. Il desiderio
- Il mio cuore corre verso di te,
- come l’oca corre all’acqua.
- Non posso staccarmi dai tuoi occhi,
- sono ubriaco del tuo sguardo.
- Quando sei accanto a me
- il mio corpo è giovane,
- il mio cuore danza come un bambino.
- Non conosco la paura:
- il mondo intero è festa.
- La mia amata è venuta da me,
- e il mio cuore è colmo di gioia.
- La mia mano nella sua mano,
- cammino con lei come nell’eternità.
- Se potessi vivere mille anni,
- ogni giorno sarebbe nuovo con te.
- Se venisse la morte,
- vorrei che fosse tra le tue braccia.
Queste poesie mostrano un tratto unico:
l’amore viene celebrato senza rigidità né censura,
come pienezza vitale e armonia con la natura.
Gli Egizi lo vedevano come un dono divino, da vivere con gratitudine e intensità.
🏛 Grecia arcaica
Lingua principale: Greco antico (dialetto ionico per Omero).
Le opere epiche come l’Iliade e l’Odissea furono composte in un greco epico, una forma letteraria che mescola diversi dialetti greci (prevalentemente ionico e eolico), ricca di formule fisse per la recitazione orale.
La scrittura era alfabetica (dall’VIII sec. a.C.), derivata dai fenici, e rese possibile una trasmissione più ampia e precisa delle opere letterarie.
• l’epica, con Omero e il suo mondo eroico;
• la lirica, che canta l’amore, l’amicizia, la gioia e il dolore in forma personale.
Ecco due brevi esempi:
Epica (Omero, Iliade)
(VIII sec. a.C., traduzione poetica)
- Cantami, o Musa, l’ira di Achille,
- rovina di eroi,
- che tante anime spinse agli Inferi
- e lasciò i corpi in pasto ai cani e agli uccelli.
attraverso la figura di Achille.
2. Epica (Omero, Odissea, VIII sec. a.C.) Il ritorno di Ulisse
- Cantami, o Musa, dell’uomo multiforme,
- che a lungo errò dopo aver distrutto Troia.
- Vide città di molti uomini,
- conobbe i loro pensieri,
- soffrì nell’animo il mare immenso,
- per salvare la vita e riportare i compagni.
• l’epica, con Omero e il suo mondo eroico;
• la lirica, che canta l’amore, l’amicizia, la gioia e il dolore in forma personale.
Ecco due brevi esempi:
Amore (Saffo di Lesbo, VI sec. a.C.)
- Mi sembra uguale agli dèi
- colui che siede davanti a te
- e ascolta il dolce suono
- della tua voce.
qui l’amore è esperienza intima, vibrante, capace di sovvertire il mondo interiore della poetessa.
Lirica amorosa (Saffo, VI sec. a.C.) Frammento d’amore
- Come vento di montagna che piega le querce,
- così l’amore scosse il mio cuore.
- Dolce-amaro,
- irresistibile creatura.
• l’epica, con Omero e il suo mondo eroico;
• la lirica, che canta l’amore, l’amicizia, la gioia e il dolore in forma personale.
Ecco due brevi esempi:
Elegia (Tirteo, VII sec. a.C.) - Alla patria
- È bello cadere per la terra natale,
- morire da forti in prima fila.
- Perché la morte viene comunque:
- meglio allora donare la vita
- alla gloria della città.
Lirica corale (Alceo di Mitilene, VI sec. a.C.) - Invito al simposio
- Via, prendiamo il vino, amici!
- Il cuore ferito va medicato.
- Versate, colmate le coppe,
- il dolore diventa più lieve nel canto.
amicizia e consolazione.
In sintesi:
Tematiche e stile
- Tematiche ricorrenti: mito, divinità, ordine cosmico
- Valori condivisi: eroismo, onore, memoria
- Stile: oralità, parallelismi, ripetizioni, formule fisse
- Figure retoriche: metafora, epiteto, anafora
Esempi di testi antichi
🛕 Mesopotamia – Poema di Gilgamesh
Colui che ha visto ogni cosa, Gilgamesh,
che ha conosciuto il mondo fino ai suoi confini,
che ha penetrato ogni mistero,
e riportato notizie dai tempi prima del Diluvio,
[...]
Ha visto il vasto mondo, l’ha esplorato tutto.
Ha inciso le sue gesta su tavolette d’argilla.
[...]
Salì sulla muraglia di Uruk, la possente città.
Osserva le sue mura, come sono solide!
Guarda le fondamenta, non sono forse profonde?
Le fondamenta sono antiche, e i mattoni ben posati.
Da: Tavola I del Poema di Gilgamesh (traduzione adattata)
🗿 Egitto – Libro dei Morti
Salve, grande Dio della verità!
Io non ho commesso peccato.
Non ho rubato. Non ho ucciso.
Non ho detto menzogne, non ho sprecato il cibo.
Non ho alzato la voce contro i miei genitori.
Non ho commesso adulterio.
Non ho maltrattato né uomini né animali.
[...]
Possa il mio cuore essere puro davanti a te,
e possa io camminare nella luce eterna.
Da: Capitolo 125 del Libro dei Morti (traduzione adattata)
Un altro brano significativo è il Canto dell'Arpista, un testo poetico dell'antico Egitto che riflette sul valore della vita di fronte alla morte inevitabile (dal Papiro Harris 500, Nuovo Regno).
Questo canto invita a godere dei giorni felici che si hanno, consapevoli che la morte è inevitabile e che non c’è salvezza dopo. Il testo ha un tono dolceamaro e di saggezza che si avvicina al carpe diem, esprimendo un profondo scetticismo su ogni promessa dell’aldilà.
Nessuno viene di là, che ci dica la loro condizione,
che riferisca i loro bisogni, che tranquillizzi il nostro cuore,
finché giungiamo a quel luogo dove sono andati essi.
Rallegra il tuo cuore: ti è salutare l’oblio.
Segui il tuo cuore fintanto che vivi!
Aumenta la tua felicità, che non languisca il tuo cuore.
Segui il tuo cuore e la tua felicità,
compi il tuo destino sulla terra.
Non affannare il tuo cuore.
Pensaci, passa un giorno felice e non te ne stancare.
I pianti non salvano nessuno dalla tomba,
le lacrime non danno sollievo per sempre."
🏛 Grecia – Odissea di Omero
Parlami, o Musa, dell’uomo dall’agile mente,
che molto vagò dopo aver distrutto la sacra rocca di Troia.
Di molti uomini vide le città e conobbe la mente,
molte pene patì sul mare per salvare se stesso
e riportare a casa i suoi compagni.
Ma non li salvò, pur desiderandolo:
perirono per loro stoltezza,
perché mangiarono i buoi sacri del Sole,
e il dio li privò del giorno del ritorno.
Inizia da dove vuoi, o Musa, figlia di Zeus.
Da: Odissea, canto I (traduzione moderna)
Autori e testi principali
Anonimo – Poema di Gilgamesh (Mesopotamia)
«Colui che ha visto il fondo delle cose, il saggio che conosce ogni cosa...
Gilgamesh, re di Uruk dalle solide mura.»
Enheduanna – Inni alla dea Inanna (Sumeri)
«Signora delle battaglie, possente Inanna,
tu fai tremare i cieli e scuoti la terra.»
Anonimo – Mito di Adapa (Accadi)
«Adapa, saggio di Eridu, che spezzò l’ala del vento del sud,
ma non conobbe il pane e l’acqua della vita.»
Ludlul-Bēl-Nēmeqi – Lamento dell’uomo giusto (Babilonia)
«Io, uomo giusto, soffro senza colpa;
il mio dio mi ha abbandonato e non so perché.»
Testi rituali vari – Libro dei Morti (Egitto)
«Io non ho rubato, non ho ucciso, non ho mentito.
O cuore mio, non levarti contro di me davanti al tribunale degli dèi.»
Scriba Ani – Libro dei Morti, Papiro di Ani (Egitto)
«Salve a te, Osiride, Signore dell’eternità!
Io sono giunto dinanzi a te puro e innocente.»
Ptahhotep – Istruzioni morali (Egitto)
«Non essere orgoglioso della tua sapienza:
ascolta anche la parola dell’umile.»
Omero – Iliade (Grecia)
«Cantami, o Diva, del pelide Achille l’ira funesta
che infiniti addusse lutti agli Achei.»
Omero – Odissea (Grecia)
«Narrami, o Musa, dell’eroe dal multiforme ingegno,
che a lungo errò dopo aver distrutto la sacra Troia.»
Esiodo – Teogonia (Grecia)
«All’inizio fu il Caos; poi Gaia dall’ampio seno,
dimora eterna e sicura per tutti gli dèi.»
Esiodo – Le opere e i giorni (Grecia)
«La fatica è dono degli dèi:
soltanto lavorando l’uomo diventa giusto e saggio.»
Saffo – Frammenti lirici (Grecia)
«Mi sembra uguale agli dèi l’uomo
che ti siede accanto e ascolta la tua voce dolce.»
Archiloco – Elegie e giambi (Grecia)
«Il mio scudo giace in un cespuglio:
l’ho lasciato, ma ho salvato la vita.»
Tirteo – Poesie guerriere (Grecia)
«Dolce è cadere per la patria combattendo:
ai giovani tocca difendere la città.»
Simonide di Ceo – Epigrammi e lamenti (Grecia)
«O straniero, annuncia a Sparta che qui noi giacciamo,
obbedienti alle sue leggi.»
Quadri riassuntivi delle civiltà letterarie antiche
🛕 Mesopotamia
| Metodi espressivi | Poesia epica, preghiere, lamenti, narrazione mitica |
|---|---|
| Mezzi espressivi | Scrittura cuneiforme su tavolette d’argilla, oralità iniziale |
| Emozioni principali | Paura, ricerca di immortalità, amicizia, lutto, ribellione |
| Contenuti | Gesta eroiche, riflessioni sul destino e sulla morte, religione, saggezza |
| Rapporto col potere | Legittimazione del potere regale e divino |
| Pubblico | Elites religiose, sovrani, scribi, ambienti templari e palatini |
| Influenza sulla società | Trasmissione di valori religiosi e morali, educazione delle élite |
🗿 Antico Egitto
| Metodi espressivi | Scrittura rituale, poesia religiosa e sapienziale |
|---|---|
| Mezzi espressivi | Geroglifici su papiro e monumenti, affreschi, templi |
| Emozioni principali | Timore, purezza morale, speranza nell’aldilà, devozione |
| Contenuti | Morale personale, ordine cosmico, vita dopo la morte, verità (Ma’at) |
| Rapporto col potere | Subordinazione sacra: il faraone come figura divina |
| Pubblico | Funzionari, scribi, fedeli; testi per uso rituale e personale |
| Influenza sulla società | Educazione religiosa e spirituale, rafforzamento dell’ordine sociale |
🏛 Grecia arcaica
| Metodi espressivi | Poesia epica e lirica, oralità performativa |
|---|---|
| Mezzi espressivi | Canto, recitazione pubblica, trasmissione orale, scrittura alfabetica |
| Emozioni principali | Onore, gloria, nostalgia, astuzia, amore, ira |
| Contenuti | Viaggi, guerre, miti fondativi, destino individuale e divino |
| Rapporto col potere | Critico e celebrativo: eroi spesso in tensione con il potere |
| Pubblico | Cittadini nelle agorà, aristocrazie guerriere, poi più ampio |
| Influenza sulla società | Educazione etica, formazione del cittadino, trasmissione della memoria collettiva |
Testi sacri
La Bibbia
Il Vangelo
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