Analisi · Democrazia diretta · Scienza politica

Referendum sulla Giustizia 2026:
Quanto capiscono davvero
gli elettori?

Un'analisi basata su sondaggi, studi sul comportamento elettorale
e dati OCSE sull'analfabetismo funzionale

Cultor · Marzo 2026

Quanto gli elettori capiscono davvero ciò su cui votano? È una delle domande centrali della democrazia reale. Non esiste uno studio che misuri direttamente e con precisione «quanti votano consapevolmente», ma è possibile avvicinarsi molto usando sondaggi demoscopici, studi sul comportamento elettorale e dati storici sui referendum italiani.

Questa analisi incrocia tre filoni: i sondaggi sulla conoscenza del referendum giustizia 2026, le ricerche politologiche sulle scorciatoie cognitive degli elettori e i dati OCSE-PIAAC sulle competenze linguistiche degli adulti italiani.

§ 1

Quanti italiani sanno di cosa tratta il referendum?

Un sondaggio Ixè pubblicato a febbraio 2026 offre il primo dato di riferimento: circa la metà degli italiani dichiara di conoscere il contenuto del referendum. Ma la dichiarazione soggettiva di conoscenza è ben diversa dalla comprensione reale.

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In molti studi politici la comprensione reale è spesso molto inferiore alla percezione soggettiva. Chi dice «so di cosa si tratta» può limitarsi a conoscere il tema generale, senza aver mai letto il testo del quesito.

Conoscenza del referendum — sondaggio Ixè (febbraio 2026)
Fonte: Ixè, febbraio 2026. Popolazione adulta italiana.
§ 2

Quanti andranno effettivamente a votare?

Il corpo elettorale che esprimerà il risultato del referendum è stimato intorno alla metà degli aventi diritto. Le proiezioni di diversi istituti convergono su un'affluenza tra il 42% e il 46%.

Intenzioni di voto — partecipazione al referendum
Fonte: Agenzia Dire / Italia Informa, marzo 2026. Dati percentuali sulla popolazione adulta.

Il referendum sarà dunque deciso da circa metà del corpo elettorale. Questo dato ha un peso rilevante: il quorum di validità (50% + 1 degli aventi diritto) è un ostacolo significativo, su cui si gioca una parte della strategia politica delle diverse forze.

§ 3

Quanti capiscono davvero le due opzioni?

Ricerche politologiche europee mostrano che solo il 30–40% degli elettori analizza realmente le due opzioni nei referendum tecnici. Il resto ricorre a scorciatoie cognitive (heuristics).

Posizione del partito La scorciatoia più comune: si vota come indica il proprio partito di riferimento, senza approfondire il merito.
Fiducia nel governo / opposizione Il voto diventa un giudizio sull'esecutivo, non sul contenuto specifico del quesito.
Simpatia verso magistrati / politici L'atteggiamento verso la magistratura come istituzione orienta il voto più del contenuto giuridico.
Orientamento ideologico generale I valori di fondo (legalità vs. autonomia della politica) fungono da bussola in assenza di analisi tecnica.

Nel caso specifico del referendum sulla giustizia:

Chi tende al Sì

  • Chi ritiene che la magistratura abbia troppo potere
  • Chi è favorevole a separare le carriere
  • Chi si fida del centro-destra

Chi tende al No

  • Chi teme interferenze politiche sulla giustizia
  • Chi vuole preservare l'autonomia del PM
  • Chi si fida del centro-sinistra e M5S

Molti voti derivano quindi da interpretazioni politiche generali, non dalla lettura del testo della riforma.

§ 4

Una stima realistica sull'intera popolazione elettorale

Incrociando sondaggi e studi sul voto referendario, è possibile costruire una stima plausibile della distribuzione di consapevolezza nell'intero corpo elettorale.

Distribuzione della comprensione — popolazione elettorale totale
Stima basata su sondaggi Ixè, ricerche politologiche europee e dati OCSE PIAAC.
CategoriaPercentuale stimata
Comprende bene il contenuto e valuta pro/contro20–30%
Ha un'idea generale ma non conosce i dettagli30–35%
Vota seguendo partito, leader o clima politico20–25%
Non capisce il quesito o è molto confuso10–20%
§ 5

La composizione probabile tra chi andrà alle urne

Poiché andrà alle urne circa il 45% degli elettori, la composizione probabile dei votanti si modifica rispetto alla popolazione totale: tendono a partecipare di più le persone più informate e politicamente motivate.

Tipi di voto tra i partecipanti al referendum (stima)
Stima tra chi effettivamente si recherà alle urne (circa 45% degli aventi diritto).
📌

In pratica, probabilmente solo un terzo dei votanti avrà valutato davvero le due opzioni nel merito. La maggioranza deciderà seguendo orientamenti politici o emotive.

§ 6

Perché succede: le due cause principali

1. Complessità tecnica

Il referendum riguarda una legge costituzionale complessa: carriere dei magistrati, CSM, Corte disciplinare. Sono temi difficili anche per molti giuristi, figuriamoci per l'elettore medio. I quesiti sono «abrogativi»: non chiedono «vuoi X?» ma «vuoi eliminare la norma Y, il cui effetto indiretto produce X?»

2. Economia cognitiva

Le persone usano scorciatoie mentali per risparmiare tempo. È un meccanismo razionale, non un difetto: il costo di informarsi è alto, il peso del singolo voto è infinitesimale.

«Non ho tempo di studiare tutto → seguo il partito o l'orientamento politico.» — ragionamento implicito dell'elettore medio secondo la teoria dell'ignoranza razionale (Downs, 1957)

Questo è stato dimostrato da Anthony Downs (teoria dell'ignoranza razionale) e Samuel Popkin (low-information rationality). Non si tratta di ignoranza colpevole: è economia cognitiva applicata alla politica.

§ 7

Il problema logico dei referendum abrogativi

Una quota significativa degli elettori interpreta «Sì» e «No» in modo opposto rispetto all'effetto reale del voto. Nei referendum italiani la logica è:

Logica realeLogica intuitiva (errata)
Voto Sì → cancello la leggeVoto Sì → approvo la riforma
Voto No → la legge restaVoto No → blocco la riforma

Studi politologici europei mostrano che il 20–30% degli elettori interpreta male il significato del voto; nei referendum tecnici la percentuale può arrivare al 40%. Il meccanismo è aggravato dal framing effect: le persone reagiscono più alla cornice narrativa («difendiamo la giustizia» vs. «fermiamo i magistrati») che alla struttura logica della domanda.

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Alcuni studi europei mostrano che circa 1 elettore su 5 scopre dopo il voto di aver votato il contrario di quello che voleva, soprattutto quando la domanda è lunga, contiene doppie negazioni o riguarda norme tecniche.

In Svizzera questo problema viene affrontato con opuscoli ufficiali molto dettagliati che spiegano gli effetti concreti del Sì e del No, con esempi pratici. In Italia questo strumento è assente o insufficiente.

§ 8

Il fattore strutturale: l'analfabetismo funzionale

I dati OCSE PIAAC (2023–2024) offrono un quadro preoccupante sulle competenze di lettura degli adulti italiani, con riflessi diretti sulla capacità di comprendere testi normativi complessi.

Competenze di lettura degli adulti italiani — OCSE PIAAC 2023
Fonte: OCSE PIAAC Cycle 2 (2024), INAPP. Livello 1 = testi molto semplici; Livello 3-5 = testi complessi e inferenziali.
Categoria OCSE PIAACPercentuale adulti italiani
Comprensione alta (livello 3–5) — testi complessi~30–35%
Comprensione media (livello 2)~30–35%
Comprensione bassa (livello 1 o inferiore)~35%

Il punteggio medio italiano nella comprensione dei testi è 245, sotto la media OCSE di circa 260. Solo il 5% degli adulti italiani raggiunge i livelli più alti (4–5) di comprensione dei testi complessi. Un quesito referendario giuridico appartiene esattamente a questa categoria di difficoltà.

«Analfabetismo funzionale» non significa non saper leggere: significa avere difficoltà a interpretare testi complessi, capire implicazioni logiche e valutare informazioni tecniche — esattamente le competenze richieste per comprendere un quesito referendario giuridico.

§ 9

Perché i referendum sulla giustizia sono i più difficili

I referendum sulla giustizia risultano strutturalmente più difficili rispetto ad altri. Non dipende tanto dalla capacità degli elettori quanto dalla natura della materia trattata e dalla costruzione dei quesiti.

Comprensione intuitiva per tipo di referendum — confronto storico
Elaborazione su studi politologici europei e ricerche post-voto italiane.

Il motivo è strutturale: i referendum su divorzio, aborto o nucleare riguardano esperienze concrete della vita quotidiana. I referendum sulla giustizia riguardano meccanismi istituzionali invisibili: CSM, azione disciplinare, funzioni requirenti e giudicanti.

La politicizzazione della giustizia in Italia, acutizzata dopo Mani Pulite, ha creato due grandi narrazioni opposte che rendono quasi impossibile una valutazione tecnica neutrale: magistratura come garanzia contro la corruzione vs. magistratura come potere eccessivo e politicizzato.

§ 10

Il paradosso della democrazia diretta

⚖️ Il paradosso

La democrazia diretta funziona meglio quando i quesiti sono concreti, intuitivi, legati alla vita quotidiana:

  • Divorzio (1974) — comprensione intuitiva molto alta
  • Aborto (1981) — comprensione alta
  • Nucleare — comprensione alta

Funziona molto peggio quando i quesiti riguardano architettura istituzionale, diritto costituzionale, ordinamento giudiziario. Più un sistema politico è complesso, più è difficile regolarlo tramite referendum. Questo succede in quasi tutte le democrazie: Italia, Francia, Regno Unito.

Nel referendum costituzionale del 2016, diversi studi post-voto mostrarono che circa il 60% degli elettori non aveva letto il testo della riforma, e che il voto era stato soprattutto un giudizio pro o contro il governo Renzi. Il fenomeno non è nuovo, né specificamente italiano.

§ 11

Riflessione conclusiva

Il problema non è tanto l'ignoranza degli elettori, quanto la struttura stessa dei referendum tecnici. Quando il quesito riguarda ordinamento giudiziario, riforme costituzionali o sistemi istituzionali, diventa inevitabile che il voto si trasformi in un referendum politico, non tecnico. Succede ovunque.

Guardando le ricerche e i dati OCSE, una stima plausibile è questa: solo circa un quarto degli elettori comprenderà davvero nel dettaglio il referendum sulla giustizia. La maggioranza voterà invece seguendo l'orientamento politico, fidandosi di leader o partiti, oppure sulla base di intuizioni generali.

E questo non succede solo in Italia: succede in quasi tutte le democrazie quando i referendum riguardano temi altamente tecnici. La questione non è se gli elettori siano «abbastanza bravi», ma se lo strumento referendario sia adeguato per materie di questo livello di complessità giuridica.

✅ Sintesi dei dati principali

📚 Bibliografia ragionata

Statistiche e dati sulle competenze

OCSE PIAAC — Programme for the International Assessment of Adult Competencies. Survey of Adult Skills, Cycle 2 (2024). oecd.org/skills/piaac
INAPP — Le competenze cognitive degli adulti in Italia. Risultati italiani PIAAC (2024). inapp.gov.it/piaac
INVALSI Open — analisi del rapporto PIAAC e competenze linguistiche

Linguistica e leggibilità

Lucisano P., Piemontese M. (1988) — GULPEASE: una formula per la predizione della difficoltà dei testi in lingua italiana. Università La Sapienza, Roma.
Cortelazzo M. — Lingua e amministrazione pubblica; studi sulla lingua amministrativa italiana
Mortara Garavelli B. — Le parole e la giustizia
De Mauro T. — Storia linguistica dell'Italia repubblicana

Scienza politica e comportamento elettorale

Downs, A. (1957) — An Economic Theory of Democracy. Harper & Row. [teoria dell'ignoranza razionale]
Popkin, S. (1991) — The Reasoning Voter. University of Chicago Press. [low-information rationality]
Kahneman, D. — Thinking, Fast and Slow. [framing effect, bias cognitivi]
Lupia, A. — Shortcuts versus encyclopedias. American Political Science Review
LeDuc, L. — The Politics of Referendums
Qvortrup, M. — Referendums and Ethnic Conflict

Diritto costituzionale e referendum

Pace, A. — I referendum costituzionali
Zagrebelsky, G. — Il diritto mite
Cassese, S. — saggi sull'ordinamento giudiziario

Sondaggi e fonti demoscopiche (2026)

Ixè — Sondaggio sul referendum giustizia, febbraio 2026
Agenzia Dire — Sondaggio partecipazione e intenzioni di voto, marzo 2026
Italia Informa / Ipsos — Scenari, dati e intenzioni di voto sul referendum giustizia, marzo 2026
CISE-LUISS — Referendum sulla giustizia: se il muro di Arcore divide ancora gli italiani, marzo 2026
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