CULTOR
Analisi di comunicazione politica
Polarizzazione, linguaggio e costruzione dell'identità politica negli Stati Uniti contemporanei
MAGA significa "Make America Great Again" ("Rendere l'America di nuovo grande").
È lo slogan lanciato da Donald Trump nella campagna presidenziale del 2016.
Nel tempo è diventato il nome di un movimento politico populista e nazional-conservatore.
Principi tipici associati a MAGA:
Il movimento ha forte sostegno tra:
Gli oppositori sostengono che MAGA:
La parola "woke" deriva dall'inglese "awake" (sveglio). Originariamente, nelle comunità afroamericane, significava essere consapevoli delle ingiustizie sociali, in particolare del razzismo. Il termine è diventato popolare durante il movimento Black Lives Matter.
Oggi indica una sensibilità progressista verso le discriminazioni. Temi associati al "woke":
Negli ultimi anni è diventato un termine polemico.
Molti commentatori parlano infatti di "woke culture" nelle università e nei media.
Nel dibattito politico americano sono diventati simboli di due "tribù culturali". Spesso:
Questa polarizzazione è una delle caratteristiche della politica americana dopo il 2016.
Osservazione di tipo comunicativo
Dal punto di vista della retorica politica, entrambe le parole funzionano come etichette identitarie fortissime. In comunicazione politica sono chiamate "parole-totem": termini semplici che condensano una visione del mondo e permettono di identificare immediatamente amici e nemici.
Il contrasto tra MAGA e Woke è diventato uno dei casi più interessanti di polarizzazione comunicativa contemporanea. Non è solo uno scontro di idee politiche, ma un esempio quasi da manuale di strategia retorica, framing mediatico e costruzione di identità di gruppo.
In comunicazione politica esistono parole che diventano simboli identitari.
Parola-bandiera del mondo conservatore
Parola-bandiera (spesso polemica) del mondo progressista
Queste parole hanno alcune caratteristiche precise:
Questo meccanismo è studiato nella scienza politica come framing (incorniciamento della realtà). Il concetto è stato reso famoso da George Lakoff, uno dei maggiori studiosi di linguaggio politico.
«Chi controlla il linguaggio controlla la percezione politica.»
— George Lakoff
Negli Stati Uniti il conflitto comunicativo funziona attraverso due narrazioni contrapposte:
"Il woke sta distruggendo la cultura occidentale"
"Il movimento MAGA minaccia la democrazia"
La polarizzazione è amplificata dai media e dai social. Negli Stati Uniti il sistema mediatico è fortemente segmentato:
Ogni ecosistema rafforza la propria narrazione. Questo fenomeno è chiamato echo chamber (camera dell'eco).
Un fenomeno interessante è che il significato delle parole cambia nel tempo.
Consapevolezza del razzismo
Slogan elettorale
Dal punto di vista storico la dinamica non è nuova. Molti sistemi politici usano etichette polarizzanti.
"Reazionario" vs "Progressista"
"Borghese" vs "Proletario"
"Patriota" vs "Nemico del popolo"
Le parole creano campi semantici morali. Chi sta dentro il campo è "giusto". Chi sta fuori è "pericoloso".
Per chi analizza testi con strumenti linguistici, MAGA e Woke sono esempi perfetti di:
In un corpus politico si possono osservare: co-occorrenze, sentiment e contesto polemico. Spesso queste parole appaiono vicino a termini emotivi:
Molti studiosi ritengono che negli Stati Uniti si stia formando una polarizzazione quasi tribale, cioè simile alle appartenenze religiose.
Le persone non si identificano solo con un partito, ma con un'intera visione culturale.
MAGA e Woke sono diventati simboli di queste tribù culturali.
Il ruolo dei social network
I social hanno accelerato la polarizzazione. Piattaforme come X (Twitter), Facebook e YouTube favoriscono contenuti:
Gli algoritmi tendono a promuovere contenuti che generano reazioni forti, quindi il conflitto politico diventa più visibile.