CULTOR
Disinformazione & Guerra informativa
Come la frattura culturale americana è stata sfruttata come arma di destabilizzazione: dalle interferenze del 2016
alle tecniche sofisticate di oggi
La contrapposizione MAGA vs Woke è stata sfruttata attivamente dalla propaganda russa perché rappresenta una frattura interna già esistente nelle società occidentali. La strategia non è tanto convincere gli americani di una posizione russa, ma amplificare i conflitti interni fino a destabilizzare il dibattito pubblico.
Questa strategia rientra in quella che molti analisti chiamano information warfare o guerra informativa.
Uno dei principi chiave della propaganda russa contemporanea è:
Non persuadere → polarizzare
L'obiettivo è aumentare la sfiducia tra gruppi sociali. Questo approccio è spesso associato alla dottrina attribuita al generale russo Valery Gerasimov, che descrive la guerra moderna come una combinazione di:
Durante le elezioni americane del 2016, molte operazioni online sono state attribuite alla Internet Research Agency, una struttura legata all'ambiente del Cremlino.
Le indagini del procuratore speciale Robert Mueller hanno mostrato che gli account russi:
Questo è il punto cruciale: la propaganda russa alimentava entrambi i lati del conflitto.
Gli operatori analizzano i temi più divisivi della società americana: razza, immigrazione, identità di genere, brutalità della polizia, patriottismo, religione. Poi producono contenuti estremi da entrambe le parti.
"L'America è sotto attacco dai globalisti"
"La cultura woke distrugge la libertà"
"L'America è un sistema razzista"
"I sostenitori MAGA sono fascisti"
Risultato: radicalizzazione reciproca.
Uno dei metodi principali è il confirmation bias. In pratica:
Questo rafforza le convinzioni già esistenti.
Nel 2016 alcuni account legati alla propaganda russa hanno promosso due manifestazioni opposte nello stesso luogo:
Protesta contro la brutalità della polizia
Raduno patriottico pro-polizia
L'obiettivo era far scontrare i due gruppi nella realtà fisica.
Dal punto di vista geopolitico, questa strategia serve a rafforzare la narrativa promossa dal governo di Vladimir Putin:
Le democrazie occidentali sono instabili,
ipocrite e in declino.
Mostrare divisioni interne negli Stati Uniti aiuta la Russia a:
Quando una società è molto polarizzata:
La propaganda esterna può quindi limitarsi ad amplificare il conflitto già esistente.
Osservazione
Molti studiosi di comunicazione considerano questo fenomeno una forma moderna di "strategia della tensione informativa". Non serve più creare attentati o eventi violenti: basta manipolare il flusso di informazioni per aumentare paura, rabbia e sospetto reciproco.
Molti esempi provengono dai materiali pubblicati dopo le indagini sul lavoro della Internet Research Agency, analizzati dal Congresso USA e dall'inchiesta guidata da Robert Mueller.
Una cosa sorprendente emersa dagli archivi è che gli stessi operatori gestivano pagine con ideologie opposte, spesso nello stesso periodo.
Una delle pagine più seguite create dalla propaganda russa simulava un gruppo afroamericano militante.
"La polizia americana è un sistema progettato per opprimere i neri."
"Gli afroamericani devono organizzarsi e difendersi."
Contenuti pubblicati: video di violenze della polizia, immagini emotive di proteste, appelli alla mobilitazione. La pagina aveva centinaia di migliaia di follower su Facebook.
L'obiettivo non era difendere davvero i diritti civili, ma aumentare la tensione razziale.
Gli stessi operatori gestivano anche una pagina completamente opposta.
"Difendiamo i nostri valori cristiani."
"Il movimento Black Lives Matter odia la polizia."
Contenuti pubblicati: bandiere americane, messaggi patriottici, attacchi all'immigrazione. Anche questa pagina aveva centinaia di migliaia di utenti.
Radicalizzava attivisti progressisti
Radicalizzava i conservatori
Uno degli episodi più studiati è avvenuto nel Texas nel 2016. Account collegati alla propaganda russa organizzarono due eventi:
"Protesta contro la brutalità della polizia"
"Manifestazione patriottica per difendere la polizia"
I due eventi erano programmati nello stesso luogo e nello stesso giorno. Molti partecipanti non sapevano che gli organizzatori erano falsi. Lo scopo era far nascere uno scontro reale tra cittadini americani.
Un altro strumento molto efficace sono i meme.
Immagine di un soldato americano con scritto:
"Se ami questo paese, difendilo dalla cultura woke."
Immagine di una protesta con scritto:
"Il sistema è costruito sul razzismo. È tempo di distruggerlo."
Entrambi i messaggi spingono verso posizioni più estreme.
Molti profili sembravano completamente reali. Tipi di identità simulate:
Il principio era semplice: il messaggio è più credibile se sembra provenire da una persona reale.
Un errore comune è pensare che la propaganda russa inventi completamente i temi. In realtà fa soprattutto questo:
Identifica divisioni già presenti
Trova contenuti estremi
Li amplifica artificialmente
È una strategia di "accelerazione del conflitto sociale".
Molti post erano progettati per provocare reazioni emotive immediate: rabbia, paura, indignazione. Gli algoritmi dei social tendono a favorire proprio questi contenuti.
Questo crea quello che gli studiosi chiamano outrage amplification.
Per chi studia comunicazione
Le analisi linguistiche dei post della propaganda russa mostrano caratteristiche ricorrenti: frasi molto brevi, forte uso di parole emotive, frequenza alta di nemici simbolici (élite, polizia, razzisti, globalisti), semplificazione estrema dei problemi. In altre parole: retorica altamente polarizzante.
Una delle tecniche più diffuse consiste nell'utilizzo di bot network, cioè account automatizzati operanti su X (Twitter), Facebook, Telegram.
Un sistema centrale pubblica un contenuto e centinaia o migliaia di bot lo rilanciano simultaneamente. Risultato: il post sembra diventare "virale", gli algoritmi lo promuovono, gli utenti reali lo vedono e lo condividono.
Durante eventi geopolitici importanti (elezioni, guerre, proteste) compaiono improvvisamente migliaia di tweet identici, hashtag coordinati, commenti ripetitivi sotto articoli di giornale.
Gli analisti chiamano questo fenomeno coordinated inauthentic behavior.
Un'altra tecnica consiste nel creare siti che sembrano testate giornalistiche. Tra le fonti ufficiali più note c'è RT (Russia Today), ma la strategia più sofisticata riguarda siti non esplicitamente russi.
Ma il contenuto tende a: delegittimare governi occidentali, amplificare scandali, diffondere teorie complottistiche plausibili. Molti articoli vengono poi rilanciati sui social per entrare nel circuito dell'informazione normale.
Dall'invasione del 2022, la propaganda russa ha intensificato le operazioni online legate alla guerra. Uno degli obiettivi principali è ridurre il sostegno occidentale all'Ucraina.
"L'Ucraina è controllata da nazisti."
"La NATO ha provocato la guerra."
"Le sanzioni danneggiano più l'Europa della Russia."
Queste narrazioni vengono diffuse tramite social network, influencer ideologici e siti pseudo-giornalistici.
Una tecnica particolarmente interessante è la diffusione simultanea di versioni multiple dello stesso evento. Per esempio dopo un bombardamento possono circolare contemporaneamente:
Lo scopo non è far credere una versione specifica. Lo scopo è confondere il pubblico.
Non convincere. Confondere.
Negli ultimi anni la propaganda ha iniziato a sfruttare anche commentatori indipendenti, youtuber e podcaster. Questi attori non sono necessariamente agenti russi. Spesso riprendono narrazioni già diffuse online perché generano traffico e provocano dibattito.
Questo crea quello che gli studiosi chiamano ecosistema di amplificazione.
Queste strategie funzionano per tre motivi principali:
Sfruttano divisioni già esistenti
Usano linguaggio emotivo
Si diffondono negli algoritmi dei social
La propaganda moderna non è più solo un messaggio imposto dall'alto. È un sistema che sfrutta le dinamiche della comunicazione digitale.
Riflessione
Molti esperti sostengono che oggi la propaganda più efficace non sia quella che crea una menzogna perfetta, ma quella che inonda lo spazio informativo di versioni contrastanti. Quando tutto sembra incerto, il pubblico smette di fidarsi di qualsiasi fonte. Questo fenomeno viene spesso chiamato "strategia del caos informativo".
Negli ultimi anni sono state analizzate molte fake news diffuse dalla propaganda russa sulla guerra in Ucraina. Questi casi mostrano bene i meccanismi tipici della disinformazione: immagini manipolate, narrazioni emotive, inversione delle responsabilità.
Questa è una delle narrazioni più centrali. Il governo russo ha giustificato l'invasione del 2022 come una presunta "denazificazione", dichiarazione fatta pubblicamente da Vladimir Putin.
La propaganda cita gruppi ultranazionalisti come l'Azov Regiment, nato nel 2014 con alcuni membri dell'estrema destra. Ma: l'Azov è una piccola parte delle forze ucraine, l'estrema destra ha peso politico marginale nelle elezioni, e il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy è di origine ebraica e ha familiari morti nell'Olocausto.
Meccanismo: si prende un elemento reale ma minoritario e lo si presenta come se definisse l'intero paese.
All'inizio della guerra circolò una notizia molto diffusa: gli Stati Uniti avrebbero creato laboratori biologici segreti in Ucraina per produrre armi biologiche.
In realtà, in Ucraina esistono laboratori biologici finanziati dagli Stati Uniti, ma il loro scopo è monitorare malattie, controllare agenti patogeni e migliorare la sicurezza sanitaria. Sono programmi pubblici di biosicurezza.
Tecnica usata: la propaganda ha trasformato "laboratori sanitari" in "laboratori di armi biologiche". È un tipico esempio di distorsione semantica.
Nel marzo 2022 il teatro di Mariupol, dove erano rifugiati civili, fu distrutto. Le indagini indipendenti attribuirono l'attacco alle forze russe. La propaganda diffuse versioni alternative: il teatro era usato come base militare, l'esplosione era stata organizzata dagli ucraini, i civili erano stati evacuati.
Questa strategia è chiamata "firehose of falsehood": produrre molte versioni contraddittorie, inondare lo spazio informativo, creare dubbio. Non importa quale versione venga creduta. Importa rendere incerta la verità.
Un'altra tecnica frequente è usare immagini reali ma di altri eventi: video di bombardamenti in Siria o in Libia presentati come se fossero avvenuti in Ucraina, oppure filmati di videogiochi militari spacciati per battaglie reali.
Un modello classico: invertire i ruoli — aggressore diventa vittima, vittima diventa aggressore. Nella narrativa del Cremlino spesso la Russia si presenta come minacciata dalla NATO e l'invasione viene descritta come difesa preventiva.
Molti ricercatori individuano indicatori ricorrenti nelle fake news geopolitiche:
Quando più di questi elementi compaiono insieme, spesso siamo di fronte a campagne di disinformazione.
Riflessione finale
La propaganda moderna raramente inventa tutto da zero. Molto più spesso usa tre passaggi:
Un fatto reale
Una distorsione del contesto
Un'amplificazione massiccia online
È questa combinazione che rende la disinformazione credibile e virale.
Operazioni documentate sui social
Molte attività sono state osservate su piattaforme come Facebook, X (Twitter), Instagram e YouTube. Gli account falsi:
Lo scopo era rendere il conflitto autentico e credibile.