Acrostico
Componimento in cui le iniziali di versi o frasi formano parole leggibili verticalmente. Espediente mnemonico e talvolta simbolico.
Esempio: un sonetto in cui le iniziali dei versi compongono il nome dell'amata.
Voci tecniche di critica, teoria, narratologia, stilistica e retorica
Componimento in cui le iniziali di versi o frasi formano parole leggibili verticalmente. Espediente mnemonico e talvolta simbolico.
Esempio: un sonetto in cui le iniziali dei versi compongono il nome dell'amata.
Iperbole paradossale che esprime l'impossibile. Rafforza l'enfasi o l'ironia attraverso immagini assurde.
Esempio: "Ti amerò finché i fiumi torneranno indietro".
Figura che racconta un contenuto astratto attraverso immagini concrete coerenti. Estende la metafora lungo l'intero testo.
Esempio: la selva oscura dantesca come smarrimento morale.
Ripetizione di suoni o consonanti in parole vicine. Produce effetti ritmici ed eufonici.
Esempio: "Tra fronde fredde fischia il vento".
Costruzione sintattica spezzata o mutata in corso d'opera. Effetto realistico o imitativo dell'oralità.
Esempio: 'Io, a saperlo, non lo facevo'.
Ripetizione di suoni o consonanti in parole vicine. Produce effetti ritmici ed eufonici.
Esempio: un capitolo che spiega l'infanzia del protagonista dopo gli eventi presenti.
Ripetizione di parole all'inizio di frasi o versi successivi. Rafforza un'idea e crea ritmo.
Esempio: "Io voglio…/ Io credo…/ Io penso…".
Ritorno a eventi anteriori rispetto al punto della narrazione. Colma lacune e approfondisce motivazioni.
Esempio: ricordo improvviso dell'episodio che ha cambiato la vita del protagonista.
Ripresa all'inizio di un verso/frase dell'ultima parola del precedente. Crea legamento e intensificazione.
Esempio: "Odio la guerra, la guerra che devasta".
Inversione dell'ordine naturale delle parole. Conferisce rilievo o tono poetico.
Esempio: "Dolce e chiara è la notte e senza vento".
Dire il contrario di ciò che si intende, spesso con ironia. Il contesto rivela il significato reale.
Esempio: "Che bravo!" rivolto a chi ha appena combinato un guaio.
Sostituzione di un nome proprio con uno comune o viceversa (il Poeta per Dante). Crea riconoscibilità e rilievo.
Esempio: 'Il Vate' per D'Annuzio.
Momento di dubbio o impasse razionale nel discorso. Segna crisi di senso o sospensione interpretativa.
Esempio: personaggio che sospende il giudizio di fronte a un dilemma insolubile.
Interruzione improvvisa del periodo (…). Evoca emozione, reticenza o indicibile.
Esempio: "Se solo tu sapessi…".
Figure narrative/simboliche universali (eroe, ombra, madre). Guidano personaggi e conflitti.
Esempio: l'eroe riluttante che accetta la chiamata all'avventura.
Assenza di congiunzioni tra membri coordinati. Dona rapidità, energia, effetto enumerativo.
Esempio: "Vidi, venni, vinsi".
Genere che segue la crescita psicologica e morale del protagonista. Dalla giovinezza alla maturità attraverso prove.
Esempio: David Copperfield; elementi di formazione in I promessi sposi.
Strategia iniziale per conquistare la simpatia del destinatario. Tipica di prologhi e orazioni.
Esempio: autore che si scusa per la propria "inadeguatezza" all'inizio.
Uso esteso di una parola oltre il senso proprio per colmare lacune lessicali. Spesso diventa uso fisso.
Esempio: "Il collo della bottiglia".
Pausa ritmica interna al verso. Organizza l'andamento metrico.
Esempio: endecasillabo con cesura dopo la quarta-sesta sillaba.
Disposizione incrociata di parole o sintagmi (AB/BA). Crea simmetria e risalto.
Esempio: "Bisogna mangiare per vivere, non vivere per mangiare".
Sequenza di elementi in crescendo (o anticlimax in decrescendo). Intensifica l'emozione.
Esempio: "Venne, vide, vinse e dominò".
Denotazione: significato letterale; Connotazione: valori associativi/culturali. Nella poesia tende a prevalere la connotazione.
Esempio: "rosa": fiore (den.), amore/fragilità (conn.).
Ci sono testi formalmente impeccabili (Forma) che lasciano poco sul piano delle idee; dall'altro opere stilisticamente imperfette ma vibranti di significati, emozioni e visioni del mondo (Contenuto).
Struttura che contiene racconti interni. Crea livelli diegetici e moltiplica i punti di vista.
Esempio: Decameron di Boccaccio.
Riferimenti ancorati al contesto (io, qui, ora). Marcano prospettiva, spazio, tempo del discorso.
Esempio: "Io oggi qui vi parlo".
Distinzione chiave per decodificare il senso testuale. Vedi anche la voce speculare.
Esempio: "notte": buio (den.), mistero/paura (conn.).
Sequenza che rappresenta luoghi, persone, oggetti, stati. Alterna o interrompe l'azione per ambientare.
Esempio: descrizione verista di un vicolo affollato.
Studio di fenomeni nel loro sviluppo storico. Complementare alla sincronia.
Esempio: evoluzione dell'endecasillabo dal Duecento al Novecento.
Universo narrativo della storia. Opposta a elementi extradiegetici (fuori storia).
Esempio: canzone "in scena" (diegetica) vs colonna sonora (extradiegetica).
Convivenza di più voci e prospettive in un testo. Non è solo dialogo ma polifonia discorsiva.
Esempio: romanzi polifonici dostoevskiani.
Istruzioni sceniche dell'autore. Guidano spazio, tono, gesti e azioni.
Esempio: "(entra trafelato, guarda l'orologio)".
Modalità di resa del parlato e del pensiero. Variano per mediazione del narratore e vicinanza alla coscienza.
Esempio: Indiretto libero: "Era tardi, doveva andare — ma perché?".
Processo di revisione, correzione e miglioramento di un testo
Esempio: "Arrivò la sera; il giorno dopo era già in viaggio".
Omissione di elementi implicabili dal contesto. Snellisce lo stile o accelera il tempo del racconto.
Esempio: "Arrivò la sera; il giorno dopo era già in viaggio".
Spostamento di proprietà grammaticali/semantiche. Genera straniamento o raffinatezza.
Esempio: "Notte insonne" (per "insonne persona").
Un'idea resa con due termini coordinati. Amplifica e rallenta, dando solennità.
Esempio: "Pena e dolore".
Frattura dell'unità sintattica tra un verso e il successivo. Crea sospensione e sorpresa.
Esempio: sintagma spezzato a fine verso che prosegue al successivo.
Ripetizione di una parola all'inizio e alla fine di un'unità. Effetto cornice e insistenza.
Esempio: "Libertà… libertà!".
Sentenza conclusiva che chiude un discorso/episodio. Sigilla con tono gnomico.
Esempio: "Così è, se vi pare".
Ripetizione di parole alla fine di frasi o versi. Complementare all'anafora.
Esempio: "Voglio te, penso a te, scrivo di te".
Citazione o motto in apertura di opera/capitolo. Offre chiave di lettura tematica.
Esempio: verso biblico in apertura di un romanzo.
Sezione finale che scioglie o commenta gli eventi. Può proiettare oltre la chiusura.
Esempio: capitolo conclusivo che narra il destino dei personaggi.
Aggiunta progressiva di membri a un enunciato. Forma di amplificazione retorica.
Esempio: periodo che accumula aggettivi e specificazioni.
Aggettivo fisso associato a un nome. Caratterizza figure e oggetti.
Esempio: "Achille piè veloce".
Chiusura di un'opera o sezione. Può essere aperta, circolare o risolutiva.
Esempio: finale aperto che lascia in sospeso il destino dei protagonisti.
In letteratura è la teoria dell'interpretazione dei testi, specialmente quelli complessi o simbolici, per coglierne il significato profondo.
Atenuazione di espressioni dure o sgradevoli. Modula il tono e la sensibilità.
Esempio: "È venuto a mancare" per "è morto".
Metodo di scoperta e apprendimento basato su strategie intuitive e tecniche inventive per trovare nuove idee, soluzioni o interpretazioni nell'analisi letteraria.
Ordine logico-cronologico degli eventi della storia. Contrapposta all'intreccio (ordine del racconto).
Esempio: lista cronologica degli eventi al netto di flashback.
Disciplina che indaga testi antichi e manoscritti per ricostruirne l'autenticità e il contesto storico, creando le basi per l'analisi letteraria.
Accostamento di parole della stessa radice. Intensifica coesione e musicalità.
Esempio: "Vivere la vita".
Esplora le figure retoriche della letteratura italiana
Tecnica che simula il pensare in atto, con discontinuità, salti associativi, punteggiatura rarefatta.
Distribuzione dell'informazione tra narratore e personaggi. Determina ciò che si vede/sa in ogni punto del racconto. Esempio: giallo con focalizzazione interna al detective. Alternanza o coesistenza di più prospettive interne sullo stesso evento. Aumenta complessità e ambiguità. Esempio: stesso fatto narrato da più personaggi in capitoli diversi. Segnali o prefigurazioni di eventi futuri. Crea attesa e coesione. Esempio: sogno che anticipa un naufragio prossimo. Ci sono testi formalmente impeccabili (Forma) che lasciano poco sul piano delle idee; dall'altro opere stilisticamente imperfette ma vibranti di significati, emozioni e visioni del mondo (Contenuto). Voce che introduce e contiene racconti interni. Media tra livelli diegetici. Esempio: narratore che raccoglie storie di altri viaggiatori. Categoria che raggruppa opere per forme, temi, funzioni. Guida aspettative e interpretazioni. Esempio: romanzo storico, tragedia classica, lirica amorosa. E' un modello linguistico che considera il verbo come elemento centrale, capace di "attrarre" un numero fisso di elementi necessari per formare una frase completa e dotata di senso. Il termine "valenza" indica proprio questa capacità del verbo, simile a una "forza di attrazione" su soggetti, oggetti e complementi, secondo un approccio che unisce semantica e sintassi. Misto di comico e mostruoso, deformazione paradossale del reale. Produce straniamento e critica. Esempio: personaggi caricaturali in situazioni macabre e comiche. Parola attestata una sola volta in un corpus o autore. Rilevante in filologia e stilometria. Esempio: termine unico in tutto il Canzoniere petrarchesco. Uso personale e riconoscibile della lingua di un individuo. Segno stilistico di autori e personaggi. Esempio: tic lessicali che caratterizzano un protagonista. Apertura di un'opera, programmatica per tono, tempo e focalizzazione. Orienta le attese del lettore. Esempio: "Chiamatemi Ismaele". Rete di rimandi, citazioni, allusioni tra testi. Ogni opera dialoga con tradizioni e modelli. Esempio: riscritture moderne di miti classici. Trasferimento di una proprietà da un termine a un altro. Crea sorpresa e densità semantica. Esempio: "La notte insonne". Esagerazione intenzionale per rafforzare un concetto. Amplifica toni comici o tragici. Esempio: "Ho pianto un mare di lacrime". Costruzione con subordinate gerarchiche. Contrasta con la paratassi. Esempio: periodo complesso con più proposizioni dipendenti. Descrizione vivida che fa "vedere" la scena. Intensifica evidenza sensoriale e impatto emotivo. Esempio: resa minuziosa di una battaglia come se fosse davanti agli occhi. Scarto tra letterale e intenzione reale. Può essere drammatica quando il lettore sa più del personaggio. Esempio: pubblico consapevole dell'inganno che il personaggio ignora. Ricorrenza di tratti semantici che dà coerenza al testo. Guida interpretazione e aspettative. Esempio: immagini di luce in tutta un'opera come segno di rivelazione. Ricorrenza di immagini/figure visive coerenti (Greimas). Organizza il livello iconico e mitopoietico. Esempio: ricorrenza di motivi acquatici come simbolo di purificazione. Sistema condiviso della lingua (Saussure). Opposto a parole, uso individuale. Esempio: regole grammaticali comuni a una comunità linguistica. Motivo ricorrente che attraversa un'opera o un ciclo. Crea riconoscibilità e continuità. Esempio: ricorrenza della luna come simbolo del desiderio. Disciplina accademica che studia le relazioni, le influenze e i parallelismi tra opere letterarie di diverse tradizioni linguistiche, culturali e nazionali. Figura teorica di destinatario prevista dal testo (Iser, Eco). Guida strategie interpretative. Esempio: romanzo che presuppone competenze mitologiche nel lettore. Attraversamento dei confini tra livelli diegetici. Effetto di rottura metanarrativa. Esempio: personaggio che parla al proprio autore. Trasferimento di significato per somiglianza implicita. Organizza la visione del mondo del testo. Esempio: "Un mare di guai". Il testo riflette su se stesso come narrazione. Rompe l'illusione di realtà e coinvolge criticamente. Esempio: narratore che commenta le proprie scelte compositive. Partecipazione/connessione al mondo rappresentato in senso estetico-filosofico. Relazione di partecipazione (der. platonica). Esempio: lettore chiamato a "completare" l'opera con la propria esperienza. Sostituzione per contiguità (la penna per lo scrittore). Crea densità e rapidità. Esempio: "Bevo un bicchiere" per il contenuto. Studio di versi (endecasillabo, settenario), accenti, rime, strofe. Fondamentale per ritmo e forme. Esempio: sonetto con schema ABBA ABBA CDC DCD. Imitazione/rappresentazione della realtà. Per Aristotele, fondamento della poesia. Esempio: descrizione realistica di un mercato cittadino. Testo poetico in cui un personaggio parla a un interlocutore implicito. Unisce voce scenica e psicologia. Esempio: Browning, "My Last Duchess". Rappresentazione diretta dei pensieri senza mediazione ordinatrice. Avvicina alla coscienza e rompe la sintassi tradizionale. Esempio: flusso di pensieri in Ulisse. Elemento ricorrente (tema secondario, immagine, situazione). Tessitura che sostiene coesione. Esempio: il viaggio come motivo ricorrente in un romanzo. Voce che racconta: esterna alla storia (eterodiegetica) o interna (omodiegetica). Può essere affidabile o inaffidabile. Esempio: narratore-personaggio che racconta in prima persona. Voce che distorce, omette o fraintende i fatti. Attiva lettura critica. Esempio: rivelazioni finali che smentiscono la versione narrata. Destinatario interno a cui il narratore si rivolge. Distinto da lettore reale/implicito. Esempio: lettere indirizzate a un "caro amico" dentro il romanzo. E' la figura, reale o fittizia, che racconta gli eventi di una storia, distinguendosi sempre dall'autore reale. Può essere interno alla vicenda (un personaggio che narra in prima persona) o esterno (una voce che racconta in terza persona) e determina il punto di vista attraverso cui la storia viene raccontata. Studio sistematico delle strutture del racconto (Genette, Todorov). Analizza tempi, voci, focalizzazione, livelli. Esempio: analisi dei tempi in un romanzo poliziesco. Parola che imita suoni naturali o artificiali. Intensifica mimesi sonora e vividezza. Esempio: "tic tac", "splash". Ordine della narrazione vs ordine "naturale" degli eventi. Concetto retorico applicato alla costruzione del racconto. Esempio: racconto che inizia dall'evento clou e poi torna all'inizio. Accostamento di termini contrari. Genera tensione semantica e intensità. Esempio: "silenzio assordante". Racconto esemplare che illustra una verità morale. Struttura semplice, carica simbolica. Esempio: parabole evangeliche. Coordinazione di enunciati senza subordinazione. Dà ritmo rapido e stile asciutto. Esempio: frasi brevi in sequenza senza connettivi. Imitazione caricaturale di stile o genere. Svela i meccanismi retorici e li rovescia. Esempio: riscrittura comica di un poema epico. Elementi soglia: titoli, prefazioni, note, copertine. Mediano l'accesso e orientano l'interpretazione. Esempio: prefazione che guida la lettura del romanzo. Uso individuale della lingua (Saussure). Complementare alla langue, sistema condiviso. Esempio: scelte stilistiche proprie di un autore. Strumento teorico fondamentale per comprendere i meccanismi della comunicazione letteraria. L'analisi del patto narrativo rivela come ogni opera letteraria non sia semplicemente un testo isolato, ma parte di un complesso sistema comunicativo che coinvolge autore, testo, lettore e contesto culturale. Le diverse modalità e direzioni con cui una storia si sviluppa all'interno di un testo, tra variazioni di trama, punti di vista e temporaneità. Attribuzione di qualità umane a oggetti/astrazioni. Potente sul piano simbolico. Esempio: "la Morte bussò alla porta". Pluralità di voci autonome in un testo. Evita la fusione in un'unica coscienza autoriale. Esempio: romanzo con voci che non convergono in una verità unica. Ripetizione di una parola con flessioni diverse. Evidenzia nuclei semantici e temporali. Esempio: "amo, amavi, amato". Ripetizione della congiunzione tra membri coordinati. Conferisce solennità e accumulo. Esempio: "E canta e ride e gioca". Salto in avanti rispetto al punto presente della narrazione. Guida aspettative e tensione. Esempio: capitolo che svela un futuro arresto del protagonista. Sezione iniziale che introduce contesto, tono e cornice. In teatro può parlare una figura esterna alla storia. Esempio: prologo del coro nella tragedia classica. Fa parlare assenti, defunti o entità astratte. Intensifica la forza retorica e patetica. Esempio: la Giustizia che "prende parola". Angolazione cognitiva ed emotiva da cui si racconta/vede. Connessa a focalizzazione, voce, tempi. Esempio: capitolo in terza persona limitata al protagonista. Varietà stilistiche dei parlati (formale, colloquiale, tecnico). Caratterizzano personaggi, setting e rapporti di potere. Esempio: medico che usa tecnicismi vs paziente colloquiale. Arte del persuadere e del costruire discorsi efficaci. Integra strategie argomentative ed emotive. Esempio: arringa che alterna prove logiche e appelli emotivi. Ripetizione di suoni finali secondo schemi metrici. Struttura il ritmo della poesia. Esempio: ABAB (alternata), ABBA (incrociata), AABB (baciata). Andamento temporale del discorso poetico/prosastico. Nasce da metro, sintassi, fonica e pause. Esempio: alternanza di frasi brevi e lunghe per variare il passo. Discorso che ridicolizza vizi individuali o sociali. Mira a correggere attraverso il riso e la critica. Esempio: attacco ironico ai costumi corrotti di un'epoca. Processo di produzione e interpretazione di segni. Studio dei segni e dei sistemi di significato all'interno dei testi letterari, per analizzare come il senso viene prodotto e interpretato. Esempio: lettore che attribuisce senso a un simbolo ricorrente. Elemento che rimanda a un senso ulteriore condiviso. Nella poesia moderna struttura l'immaginario. Esempio: la rosa come simbolo di amore e bellezza. Confronto esplicito tramite nessi (come, simile a). Chiarisce e vivifica il concetto. Esempio: "Forte come un leone". Parte per il tutto o viceversa (vela per nave). Variante della metonimia con rapporto quantitativo. Esempio: "Non mettere piede qui" (piede per persona). Analisi di un sistema in un dato momento. Complementare alla diacronia. Esempio: fotografia del lessico di un autore in una singola opera. Disponibilità del lettore ad accettare convenzioni finzionali (Coleridge). Condizione psicologica della fruizione. Esempio: accettare animali parlanti in una favola. Botta e risposta rapidissimo in versi contigui. Accelera ritmo e conflitto scenico. Esempio: scambio di un verso ciascuno tra antagonisti. Metodi quantitativi/statistici per studiare lo stile. Attribuzione d'autore, lessico, sintassi. Esempio: analisi delle frequenze di funzione per attribuzione. Arte/tecnica del raccontare storie con fini estetici o persuasivi. Integra trama, personaggi, emozioni e medium. Esempio: campagna sociale costruita su una storia personale. Rendere non familiare il consueto per riattivare la percezione. Procedimento cardine del formalismo russo. Esempio: descrivere un oggetto quotidiano come se fosse alieno. Insieme delle relazioni organizzative e delle componenti formali che costituiscono un'opera letteraria, come trama, personaggi e temi. Idea centrale che ordina motivi e situazioni. Può essere astratto (amore) o concreto (viaggio). Esempio: tema della memoria in un romanzo di formazione. Relazioni tra tempo della storia e tempo del racconto (Genette). Comprende accelerazioni, sommari, scene, pause. Esempio: scene dettagliate alternate a sommari di anni. Si interroga sulle **strutture**, le **funzioni** e i **significati** della letteratura stessa. Indirizzo che centra il ruolo del lettore e delle sue attese. Il senso nasce nell'incontro tra testo e pubblico. Esempio: diverse epoche leggono diversamente lo stesso classico. Tessuto linguistico organizzato (ordine sintattico, coesione, progressione narrativa) Luoghi comuni della tradizione letteraria/retorica. Schemi ripresi e trasformati dagli autori. Esempio: carpe diem nella lirica. Registro solenne, elevato, spesso tragico o epico. Lessico ricercato, figure retoriche marcate. Esempio: invocazione alle Muse in apertura di un poema. Registro colloquiale, dimesso o realistico. Aderisce alla lingua comune e al quotidiano. Esempio: dialoghi popolari in un romanzo verista. Organizzazione degli eventi come presentati al lettore. Si distingue dalla fabula (ordine cronologico). Esempio: racconto che svela il colpevole all'inizio e ricostruisce poi. Metodo interpretativo che considera l'interazione tra autore, testo e lettore per comprendere i molteplici livelli di significato dell'opera. Verso non vincolato a metri tradizionali e schemi fissi. Predilige ritmo interno e pause. Esempio: poesia novecentesca senza schema di rime. Endecasillabo senza rima (blank verse) in serie continua. Centrale nella tradizione drammatica. Esempio: uso dell'endecasillabo sciolto nel teatro elisabettiano. Figure e modalità della narrazione (onnisciente, interna, esterna). Definiscono prospettiva e grado di sapere. Esempio: narratore onnisciente che anticipa il destino dei personaggi. Versione comunemente accettata di un testo tramandato. In filologia, base di confronto per le varianti. Esempio: edizione "vulgata" di un poema medievale.Focalizzazione (zero, interna, esterna)
Focalizzazione Multipla
Foretelling (anticipazione)
Forma
Frame narrator(narrazione a cornice)
Genere
Grammatica Valenzale
Grottesco
Hapax legomenon
Idioletto
Incipit
Intertestualità
Ipallage
Iperbole
Ipotassi
Ipotiposi (hypotyposis)
Ironia
Isotopia
Isotopia Figurativa
Langue
Leitmotiv
Letteratura Comparata
Lettore implicito - modello
Metalessi (narratologica)
Metafora
Metanarratività
Metessi
Metonimia
Metrica Italiana
Mimesi
Monologo Drammatico
Monologo interiore / flusso di coscienza
Motivo
Narratore (eterodiegetico/omodiegetico
Narratore inattendibile
Narratario
Narratore
Narratologia
Onomatopea
Ordo artificialis / naturale
Ossimoro
Parabola
Paratassi
Parodia
Paratesto (Genette)
Parole
Patto Narrativo
Percorsi Narrativi
Personificazione
Polifonia (Bachtin)
Poliptoto
Polisindeto
Prolessi (anticipazione)
Prologo
Prosopopea
Punto di vista
Registri del dialogo
Retorica (ethos, logos, pathos)
Rima (baciata, alternata, incrociata)
Ritmo
Satira
Semiosi - Semiotica
Simbolismo / Simbolo
Similitudine
Sineddoche
Sincronia
Sospensione dell'Incredulità
Sticomitia
Stilometria
Storytelling
Straniamento (Šklovskij)
Struttura
Tema
Tempi della narrazione (durata, ordine, frequenza)
Teoria della Letteratura
Teoria della Ricezione
Testo
Topoi
Tono Alto
Tono Basso
Trama / Intreccio
Triangolazione Letteraria
Verso Libero
Verso Sciolto
Voci Narranti
Vulgata (critica del testo)